Decreto legislativo 11 maggio
1999, n. 152
Decreto legislativo recante disposizioni sulla tutela delle acque
dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento
delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle
acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole
ALLEGATI
ALLEGATO 1:
Monitoraggio
e classificazione delle acque in funzione degli obiettivi di qualità ambientale.
ALLEGATO 2: Criteri per la classificazione dei
corpi idrici a destinazione funzionale.
ALLEGATO 3: Rilevamento delle caratteristiche dei
bacini idrografici e analisi dellimpatto esercitato dallattività antropica.
ALLEGATO 4: Contenuti dei piani di
tutela dei bacini idrografici.
ALLEGATO 5: Limiti di emissione
degli scarichi idrici.
ALLEGATO 6: Criteri per la definizione delle
aree sensibili.
ALLEGATO 7: Zone vulnerabili.
ALLEGATO 1:
MONITORAGGIO E CLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE IN FUNZIONE DEGLI OBIETTIVI DI QUALITA'
AMBIENTALE
2 OBIETTIVI DI QUALITÀ AMBIENTALE1.1 CORPI IDRICI SUPERFICIALI
1.1.1 Corsi d'acqua superficiali
1.1.2 Laghi
1.1.3 Acque marine costiere
1.1.4 Acque di transizione
1.1.5 Corpi idrici artificiali
1.2 CORPI IDRICI SOTTERRANEI
1.2.1 Acque sotterranee
3 MONITORAGGIO E CLASSIFICAZIONE: ACQUE SUPERFICIALI2.1 CORPI IDRICI SUPERFICIALI
2.1.1 Stato ecologico
2.1.2 Stato chimico
2.1.3 Stato ambientale
2.2 CORPI IDRICI SOTTERRANEI
2.2.1 Stato ambientale
4 MONITORAGGIO E CLASSIFICAZIONE: ACQUE SOTTERRANEE3.1 ORGANIZZAZIONE DEL MONITORAGGIO
3.1.1 Fase conoscitiva
3.1.2 Fase a regime
3.2 CORSI DACQUA
3.2.1 Indicatori di qualità e analisi da effettuare
3.2.2 Campionamento (omissis)
3.2.3 Classificazione (omissis)
3.2.4 Attribuzione dello stato di qualità ambientale
3.3 LAGHI (omissis)
3.4 ACQUE MARINE COSTIERE (omissis)
3.5 ACQUE DI TRANSIZIONE (omissis)
3.6 CORPI IDRICI ARTIFICIALI (omissis)
4.1 ORGANIZZAZIONE DEL MONITORAGGIO
4.1.1 Fase conoscitiva
4.1.2 Fase a regime
4.2 INDICATORI DI QUALITA' ED ANALISI DA EFFETTUARE
4.2.1 Fase iniziale
4.2.2 Fase a regime
4.3 MISURE
4.4 CLASSIFICAZIONE
4.4.1 Stato quantitativo
4.4.2 Stato chimico
4.4.3 Stato ambientale delle acque sotterranee
Il presente allegato stabilisce, ai sensi degli articoli 4 e 5 , i criteri per
individuare i corpi idrici significativi e per stabilire lo stato di qualità ambientale
di ciascuno di essi.
Il presente allegato sostituisce lallegato 1 della delibera del Comitato dei
ministri per la tutela delle acque dallinquinamento del 4 febbraio 1977 per la parte
relativa ai criteri per il monitoraggio quali quantitativo dei corpi idrici.
Sono corpi idrici significativi quelli che le
autorità competenti individuano sulla base delle indicazioni contenute nel presente
allegato e che conseguentemente vanno monitorati e classificati al fine del raggiungimento
degli obiettivi di qualità ambientale.
Le caratteristiche dei corpi idrici significativi sono indicate nei punti 1.1 e 1.2.
Devono inoltre essere censiti, monitorati e classificati anche tutti quei corpi
idrici che, per valori naturalistici e/o paesaggistici o per particolari utilizzazioni in
atto, hanno rilevante interesse ambientale.
Devono altresì essere monitorati e classificati tutti quei corpi idrici che, per
il carico inquinante da essi convogliato, possono avere una influenza negativa rilevante
sui corpi idrici significativi.
1.1.1 CORSI DACQUA SUPERFICIALI
Per i corsi dacqua che sfociano in mare il
limite delle acque correnti coincide con linizio della zona di foce, corrispondente
alla sezione del corso dacqua più lontana dalla foce, in cui con bassa marea ed in
periodo di magra si riscontra, in uno qualsiasi dei suoi punti, un sensibile aumento del
grado di salinità. Tale limite viene identificato per ciascun corso dacqua.
Vanno censiti, secondo le modalità che saranno stabiliti, stabilite nel decreto di
cui allarticolo 3 comma 7, tutti i corsi dacqua naturali aventi un bacino
idrografico superiore a 10 km2.
Sono significativi almeno i seguenti corsi dacqua:
tutti i corsi dacqua naturali di primo ordine (cioè quelli recapitanti
direttamente in mare) il cui bacino imbrifero abbia una superficie maggiore di 200 km2
;
tutti i corsi dacqua naturali di secondo ordine o superiore il cui bacino
imbrifero abbia una superficie maggiore a 400 km2 .
Non sono significativi i corsi dacqua che per motivi naturali hanno avuto
portata uguale a zero per più di 120 giorni lanno, in un anno idrologico medio.
Le raccolte di acque lentiche non temporanee. I
laghi sono: a) naturali aperti o chiusi, a seconda che esista o meno un emissario; b)
naturali ampliati e/o regolati, se provvisti allincile di opere di regolamentazione
idraulica;
Sono significativi i laghi aventi superficie dello specchio liquido pari a 0,5 km2
o superiore. Tale superficie è riferita al periodo di massimo invaso.
Sono significative le acque marine comprese entro la distanza di 3.000 metri dalla costa e comunque entro la batimetrica dei 50 metri.
Sono acque di transizione le acque delle zone di
delta ed estuario e le acque di lagune, di laghi salmastri e di stagni costieri.
Sono significative le acque delle lagune, dei laghi salmastri e degli stagni
costieri. Le zone di delta ed estuario vanno invece considerate come corsi dacqua
superficiali.
1.1.5 CORPI IDRICI ARTIFICIALI
Sono i laghi o i serbatoi, se realizzati
mediante manufatti di sbarramento, e i canali artificiali (canali irrigui o scolanti,
industriali, navigabili, ecc.) fatta esclusione dei canali appositamente costruiti per
lallontanamento delle acque reflue urbane ed industriali.
Sono considerati significativi tutti i canali artificiali aventi portata di
esercizio di almeno 3 m3/s e i laghi artificiali o i serbatoi aventi superficie
dello specchio liquido almeno pari a 1 km2 o con volume di invaso almeno pari a
5 milioni di m3. Tale superficie è riferita al periodo di massimo invaso.
Sono significativi gli accumuli dacqua
contenuti nel sottosuolo permeanti la matrice rocciosa, posti al di sotto del livello di
saturazione permanente.
Fra esse ricadono le falde freatiche e quelle profonde (in pressione o no)
contenute in formazioni permeabili, e, in via subordinata, i corpi dacqua
intrappolati entro formazioni permeabili con bassa o nulla velocità di flusso. Le
manifestazioni sorgentizie, concentrate o diffuse (anche subacquee) si considerano
appartenenti a tale gruppo di acque in quanto affioramenti della circolazione idrica
sotterranea.
Non sono significativi gli orizzonti saturi di modesta estensione e continuità
allinterno o sulla superficie di una litozona poco permeabile e di scarsa importanza
idrogeologica e irrilevante significato ecologico.
2 OBIETTIVI DI QUALITÀ AMBIENTALE
Lo stato di qualità ambientale dei corpi idrici superficiali è definito sulla base dello stato ecologico e dello stato chimico del corpo idrico.
Lo stato ecologico dei corpi idrici superficiali
è lespressione della complessità degli ecosistemi acquatici, e della natura fisica
e chimica delle acque e dei sedimenti, delle caratteristiche del flusso idrico e della
struttura fisica del corpo idrico, considerando comunque prioritario lo stato degli
elementi biotici dellecosistema.
Gli elementi chimici che saranno considerati per la definizione dello stato
ecologico saranno, a seconda del corpo idrico, i parametri chimici e fisici di base
relativi al bilancio dellossigeno ed allo stato trofico.
Al fine di una valutazione completa dello stato ecologico, oltre allutilizzo
dellindice biotico esteso (I.B.E.) per i corsi dacqua superficiali, sarà
necessario utilizzare i metodi per la rilevazione e la valutazione della qualità degli
elementi biologici e di quelli morfologici dei corpi idrici che dovranno essere messi a
punto dallANPA.
Lo stato chimico è definito in base alla
presenza di microinquinanti ovvero di sostanze chimiche pericolose.
La valutazione dello stato chimico dei corpi idrici superficiali è effettuata
inizialmente in base ai valori soglia riportate nella direttiva 76/464/CEE e nelle
direttive da essa derivate, nelle parti riguardanti gli obiettivi di qualità nonché
nellallegato 2 sezione B; nel caso che per gli stessi parametri siano riportati
valori diversi, deve essere considerato il più restrittivo.
Alla successiva tabella 1 sono riportati i principali inquinanti
chimici.
Laggiornamento dei valori per i parametri indicati nella tabella
1 e la definizione di quelli relativi ad altri composti non inclusi nella tabella,
pubblicato con successivi decreti, sarà effettuato sulla base dei risultati relativi alle
LC50 o EC50, risultanti dai test tossicologici su ognuno dei tre livelli trofici, ridotti
con opportuni fattori di sicurezza e in base alle indicazioni fornite dalla Unione
Europea.
Al fine di una valutazione completa dello stato chimico, in particolare per quei
microinquinanti che presentano una loro maggior affinità coi sedimenti rispetto alla
matrice acquosa e/o per la alta capacità di diluizione dei corpi idrici aperti come il
mare, non si trovano in concentrazioni significative nelle acque, pur avendo potenziali
effetti tossici sugli organismi a causa di fenomeni di bioaccumulo, dovranno essere messi
a punto, da parte dellANPA, metodi per la rilevazione e la valutazione della
qualità dei sedimenti, nonché per la valutazione degli effetti sulle componenti biotiche
degli ecosistemi .
Tali criteri integreranno anche quelli già adottati relativi agli altri corpi idrici
superficiali, soprattutto per quanto riguarda quelli a basso ricambio.
Tabella 1 - Principali inquinanti chimici da controllare nelle acque dolci superficiali
INORGANICI (disciolti) (1) |
ORGANICI ( sul tal quale) |
Cadmio |
aldrin |
Cromo totale |
dieldrin |
Mercurio |
endrin |
Nichel |
isodrin |
Piombo |
DDT |
Rame |
esaclorobenzene |
Zinco |
esaclorocicloesano |
esaclorobutadiene |
|
1,2 dicloroetano |
|
tricloroetilene |
|
triclorobenzene |
|
cloroformio |
|
tetracloruro di carbonio |
|
percloroetilene |
|
pentaclorofenolo |
2.1.3 Stato ambientale(1) se è accertata lorigine naturale di sostanze inorganiche, la loro presenza non compromette lattribuzione di una classe di qualità definita dagli altri parametri.
Lo stato ambientale è definito in relazione al
grado di scostamento rispetto alle condizioni di un corpo idrico di riferimento definito
al successivo punto 2.1.4.
Gli stati di qualità ambientale previsti per le acque superficiali sono riportati alla
tabella 2.
Tabella 2 Definizione dello stato ambientale per i corpi idrici superficiali
| ELEVATO | Non si rilevano alterazioni dei valori
di qualità degli elementi chimico-fisici ed idromorfologici per quel dato tipo di corpo
idrico in dipendenza degli impatti antropici, o sono minime rispetto ai valori normalmente
associati allo stesso ecotipo in condizioni indisturbate. La qualità biologica sarà
caratterizzata da una composizione e unabbondanza di specie corrispondente
totalmente o quasi alle condizioni normalmente associate allo stesso ecotipo. La presenza di microinquinanti, di sintesi e non di sintesi, è paragonabile alle concentrazioni di fondo rilevabili nei corpi idrici non influenzati da alcuna pressione antropica. |
| BUONO | I valori degli elementi della qualità
biologica per quel tipo di corpo idrico mostrano bassi livelli di alterazione derivanti
dallattività umana e si discostano solo leggermente da quelli normalmente associati
allo stesso ecotipo in condizioni non disturbate. La presenza di microinquinanti, di sintesi e non di sintesi, è in concentrazioni da non comportare effetti a breve e lungo termine sulle comunità biologiche associate al corpo idrico di riferimento. |
| SUFFICIENTE | I valori degli elementi della qualità
biologica per quel tipo di corpo idrico si discostano moderatamente da quelli di norma
associati allo stesso ecotipo in condizioni non disturbate. I valori mostrano segni di
alterazione derivanti dallattività umana e sono sensibilmente più disturbati che
nella condizione di "buono stato". La presenza di microinquinanti, di sintesi e non di sintesi, è in concentrazioni da non comportare effetti a breve e lungo termine sulle comunità biologiche associate al corpo idrico di riferimento. |
| SCADENTE | Si rilevano alterazioni considerevoli
dei valori degli elementi di qualità biologica del tipo di corpo idrico superficiale, e
le comunità biologiche interessate si discostano sostanzialmente da quelle di norma
associate al tipo di corpo idrico superficiale inalterato. La presenza di microinquinanti, di sintesi e non di sintesi, è in concentrazioni da comportare effetti a medio e lungo termine sulle comunità biologiche associate al corpo idrico di riferimento. |
| PESSIMO | I valori degli elementi di qualità
biologica del tipo di corpo idrico superficiale presentano alterazioni gravi e mancano
ampie porzioni delle comunità biologiche di norma associate al tipo di corpo idrico
superficiale inalterato. La presenza di microinquinanti, di sintesi e non di sintesi, è in concentrazioni tali da causare gravi effetti a breve e lungo termine sulle comunità biologiche associate al corpo idrico di riferimento. |
2.1.3.1 Corpi idrici di riferimento
Il corpo idrico di riferimento è quello con
caratteristiche biologiche, idromorfologiche, e fisico-chimiche. tipiche di un corpo
idrico relativamente immune da impatti antropici.
I corpi idrici di riferimento sono individuati, anche in via teorica, in ogni
bacino idrografico, dalle autorità di bacino o dalle regioni per i bacini di competenza.
Per quanto riguarda i corsi dacqua naturali ed i laghi dovranno essere
individuati almeno un corpo idrico di riferimento per lecotipo montano ed uno per
lecotipo di pianura.
Tale ecotipo serve a definire le condizioni di riferimento per lo stato ambientale
"Elevato" e per riformulare i limiti indicati nel presente allegato per i
parametri chimici, fisici ed idromorfologici relativi ai diversi stati di qualità
ambientale.
Lo stato di qualità ambientale dei corpi idrici
sotterranei è definito sulla base dello stato quantitativo e dello stato chimico: tale
classificazione deve essere riferita ad ogni singolo acquifero individuato.
Per la classificazione quantitativa e chimica bisogna riferirsi alle indicazioni riportate
ai punti 4.4.1 e 4.4.2.
Per le acque sotterranee sono definiti 5 stati di qualità ambientale, come riportato nella tabella 3.
Tabella 3 Definizioni dello stato ambientale per le acque sotterranee.
| ELEVATO | Impatto antropico nullo o trascurabile sulla qualità e quantità della risorsa, con leccezione di quanto previsto nello stato naturale particolare; |
| BUONO | Impatto antropico ridotto sulla qualità e/o quantità della risorsa; |
| SUFFICIENTE | Impatto antropico ridotto sulla quantità, con effetti significativi sulla qualità tali da richiedere azioni mirate ad evitarne il peggioramento; |
| SCADENTE | Impatto antropico rilevante sulla qualità e/o quantità della risorsa con necessità di specifiche azioni di risanamento; |
| NATURALE PARTICOLARE | Caratteristiche qualitative e/o quantitative che pur non presentando un significativo impatto antropico, presentano limitazioni duso della risorsa per la presenza naturale di particolari specie chimiche o per il basso potenziale quantitativo. |
3.1 ORGANIZZAZIONE DEL MONITORAGGIO
Il monitoraggio si articola in una fase conoscitiva iniziale che ha come scopo la classificazione dello stato di qualità ambientale dei corpi idrici ed in una fase a regime in cui viene effettuato un monitoraggio volto a verificare il raggiungimento ovvero il mantenimento dellobiettivo di qualità "buono" di cui allarticolo 4.
3.1.1 Fase conoscitivaLa fase conoscitiva iniziale ha la durata di 24
mesi ed ha come finalità la classificazione dello stato di qualità di ciascun corpo
idrico; in base ad esso le autorità competenti definiscono, nellambito del piano di
tutela, le misure necessarie per il raggiungimento o il mantenimento dellobiettivo
di qualità ambientale.
La fase conoscitiva iniziale, ha altresì lo scopo di raccogliere tutte le
informazioni utili alla valutazione degli elementi biologici e idromorfologici necessari a
definire più compiutamente lo stato ecologico dei corpi idrici superficiali, nonché per
valutare le informazioni relative alla contaminazione da microinquinanti dei sedimenti e
del biota, in particolare per quanto riguarda le acque costiere e le acque di transizione.
Le informazioni pregresse non antecedenti il 1997, possono essere utilizzate
se compatibili con quelle richieste nel presente allegato - in sostituzione o integrazione
delle analisi previste nella fase iniziale del monitoraggio per lattribuzione dello
stato di qualità.
Se i corpi idrici hanno raggiunto
lobiettivo "Buono" o "Elevato", il monitoraggio può essere
ridotto ai soli parametri riportati in tabella 4. Lautorità
competente, in relazione allo stato dei corsi dacqua, può variare la frequenza dei
campionamenti e il numero delle stazioni della rete di rilevamento.
Le autorità competenti armonizzano e ricercano la miglior integrazione possibile
tra le diverse iniziative di controllo delle acque (monitoraggio per la balneazione, per
la produzione di acqua potabile, per la vita dei pesci, ed altri), al fine di ottimizzare
limpiego di risorse umane e finanziarie.
Deve inoltre essere predisposto, presso ogni ARPA, o comunque presso ogni regione
in attesa che venga costituita lARPA, un sistema di pronto intervento in grado di
monitorare gli effetti ed indagare sulle cause di fenomeni acuti di inquinamento causati
da episodi accidentali o dolosi.
Ai fini della prima classificazione della
qualità dei corsi dacqua vanno eseguite determinazioni sulla matrice acquosa e sul
biota; qualora ne ricorra la necessità, così come indicato successivamente nei punti
relativi agli specifici corpi idrici, tali determinazioni possono essere integrate da
indaginisui sedimenti e da test di tossicità.
Le determinazioni necessarie per il sistema di classificazione sono condotte sui campioni
e con le frequenze indicate nella sezione 3.2.2.
3.2.1.1 Acque
Le determinazioni sulla matrice acquosa
riguardano due gruppi di parametri, quelli di base e quelli addizionali.
I parametri di base, riportati in tabella 4, riflettono le
pressioni antropiche tramite la misura del carico organico, del bilancio
dellossigeno, dellacidità, del grado di salinità e del carico microbiologico
nonché le caratteristiche idrologiche del trasporto solido. I parametri definiti
macrodescritori e indicati con (o) nella tabella 4 vengono
utilizzati la classificazione; gli altri parametri servono a fornire informazioni di
supporto per la interpretazione delle caratteristiche di qualità e di vulnerabilità del
sistema nonché per la valutazione dei carichi trasportati.
La determinazione dei parametri di base è obbligatoria.
I parametri addizionali sono relativi ai microinquinanti organici ed inorganici;
quelli di più ampio significato ambientale è sono riportati nella tabella
1.
La selezione dei parametri da esaminare è effettuata dallautorità
competente caso per caso, in relazione alle criticità conseguenti agli usi del
territorio.
Le analisi dei parametri addizionali vanno effettuate ove lAutorità
competente lo ritenga necessario e comunque nel caso in cui:
a seguito delle attività delle indagini conoscitive di cui allallegato 3 si individuino sorgenti puntuali e diffuse o si abbiano informazioni pregresse e attuali su sorgenti puntuali e diffuse che apportino una o più specie di tali inquinanti nel corpo idrico; dati recenti dimostrino livelli contaminazione, da parte di tali sostanza, delle acque e del biota o segni di incremento delle stesse nei sedimenti
Tabella 4 - Parametri di base (con (o) sono indicati i parametri macrodescrittori utilizzati per la classificazione)
Portata (m3/s) |
Ossigeno disciolto (mg/L) ** (o) |
pH |
BOD5 (O2 mg/L) ** (o) |
Solidi sospesi (mg/L) |
COD (O2 mg/L) ** (o) |
Temperatura (°C) |
Ortofosfato (P mg/L) * |
Conducibilità (m S/ cm (20°C)) ** |
Fosforo Totale (P mg/L) ** (o) |
Durezza (mg/L di CaCO3) |
Cloruri (Cl- mg/L) * |
Azoto totale (N mg/L) ** |
Solfati (SO4 - - mg/L)* |
Azoto ammoniacale (N mg/L) *(o) |
Escherichia coli (UFC/100 mL) (o) |
Azoto nitrico (N mg/L) *(o) |
(*) determinazione sulla fase disciolta (**) determinazione sul campione tal quale
3.2.1.2 BiotaLe determinazioni sul biota riguardano due
gruppi di analisi:
Analisi di base: gli impatti antropici sulle comunità animali dei corsi dacqua
vengono valutati attraverso lIndice Biotico Esteso (I.B.E.). Tale analisi va
eseguita obbligatoriamente con le cadenze indicate al punto 3.2.2.2.
Analisi supplementari: non obbligatorie, da eseguire a giudizio dellautorità che
effettua il monitoraggio, per una analisi più approfondita delle cause di degrado del
corpo idrico. A tal fine possono essere effettuati saggi biologici finalizzati alla
evidenziazione di effetti a breve o lungo termine. Tra questi in via prioritaria si
segnalano:
test di tossicità su campioni acquosi concentrati su Daphnia magna;
test di mutagenicità e teratogenesi su campioni acquosi concentrati;
test di crescita algale;
test su campioni acquosi concentrati con batteri bioluminescenti;
In aggiunta si segnala lopportunità di effettuare determinazioni di accumulo di contaminanti prioritari (PCB, DDT e Cd) su tessuti muscolari di specie ittiche residenti o su organismi macrobentonici.
3.2.1.3 Sedimenti
Le analisi sui sedimenti sono da considerarsi
come analisi supplementari eseguite per avere, se necessario, ulteriori elementi
conoscitivi utili a determinare le cause di degrado ambientale di un corso dacqua.
Le autorità preposte al monitoraggio devono, nel caso, selezionare i parametri da
ricercare, prioritariamente tra quelli riportati nella tabella 5 e,
se necessario, includerne altri, considerando le condizioni geografiche ed
idromorfologiche del corso dacqua, i fattori di pressione antropica cui è
sottoposto e la tipologia degli scarichi immessi.
Le determinazioni sui sedimenti vanno fatte in particolare per ricercare quegli
inquinanti che presentano una maggior affinità con i sedimenti rispetto che alla matrice
acquosa.
Qualora sia necessaria unanalisi più approfondita volta a evidenziare gli
effetti tossici a breve o a lungo termine si potranno effettuare dei saggi biologici sui
sedimenti. Gli approcci possibili sono molteplici e riconducibili a tre soluzioni
fondamentali:
saggi su estratti di sedimento saggi sul sedimento in toto saggi su acqua interstiziale
Ogni soluzione offre informazioni peculiari e pertanto lapplicazione congiunta di più tipi di saggio spesso garantisce le informazioni volute. Possono essere utilizzati organismi acquatici, sia in saggi acuti che (sub)cronici. In via prioritaria si segnalano: Oncorhynchus mykiss, Daphnia magna, Ceriodaphnia dubia, Chironomus tentans e C.riparius, Selenastrum capricornutum e batteri luminescenti.
Tabella 5 - Microinquinanti e sostanze pericolose di prima priorità da ricercare nei sedimenti
Inorganici e Metalli |
Organici () |
Arsenico |
Policlorobifenili (PCB) |
Cadmio |
Diossine (TCDD) |
Zinco |
Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) |
Cromo totale |
Pesticidi organoclorurati |
Mercurio |
|
Nichel |
|
Piombo |
|
Rame |
3.2.4 Attribuzione dello stato di qualità ambientale
Al fine della attribuzione dello stato ambientale del corso dacqua i dati relativi allo stato ecologico andranno rapportati con i dati relativi alla presenza degli inquinanti chimici indicati in tabella 1, secondo lo schema riportato alla Tabella 9:
Tabella 9 - Stato ambientale dei corsi dacqua
Stato Ecologico Þ |
Classe 1 |
Classe 2 |
Classe 3 |
Classe 4 |
Classe 5 |
Concentrazione inquinanti di cui alla Tabella 1 ß |
|||||
< = Valore Soglia |
ELEVATO |
BUONO |
SUFFICIENTE |
SCADENTE |
PESSIMO |
> Valore Soglia |
SCADENTE |
SCADENTE |
SCADENTE |
SCADENTE |
PESSIMO |
Se lo stato ambientale da attribuire alla
sezione di corpo idrico risulta inferiore a "Buono", devono essere effettuati
accertamenti successivi finalizzati alla individuazione delle cause del degrado alla
definizione delle azioni di risanamento.
Tali accertamenti, soprattutto se il risultato derivante dallI.B.E. è
significativamente peggiore della classificazione derivante dai dati dei macrodescrittori
e degli eventuali parametri addizionali, devono includere analisi supplementari volte a
verificare la presenza di sostanze pericolose non ricercate in precedenza ovvero
lesistenza di eventuali effetti di tipo tossico su organismi acquatici, ovvero di
fenomeni di accumulo di contaminanti nei sedimenti e nel biota
Leventuale evidenziazione di situazioni di tossicità per gli organismi
testati e/o evidenze di bioaccumulo sugli stessi portano ad attribuire lo stato ambientale
scadente.
3.3 LAGHI (omissis)
3.4 ACQUE MARINE COSTIERE (omissis)
3.5 ACQUE DI TRANSIZIONE (omissis)
4 MONITORAGGIO E CLASSIFICAZIONE: ACQUE SOTTERRANEE
4.1 ORGANIZZAZIONE DEL MONITORAGGIO
Per le attività di monitoraggio e classificazione dello stato di un corpo idrico sotterraneo è necessaria una preventiva ricostruzione del modello idrogeologico, secondo le indicazioni di cui allallegato 3, in termini di:
individuazione e parametrizzazione dei principali acquiferi; definizione delle modalità di alimentazione-deflusso-recapito; identificazione dei rapporti tra acque superficiali ed acque sotterranee; individuazione dei punti dacqua (pozzi, sorgenti, emergenze); determinazione delle caratteristiche idrochimiche; identificazione delle caratteristiche di utilizzo delle acque.
Il modello idrogeologico deve essere
periodicamente aggiornato sulla base delle nuove conoscenze e delle attività di
monitoraggio. La rilevazione dei dati sullo stato quantitativo e chimico deve essere
riferita agli acquiferi individuati.
Il monitoraggio delle acque sotterranee è articolato in una fase conoscitiva
iniziale ed una fase di monitoraggio a regime.
La fase conoscitiva iniziale e di base viene effettuata rispettando le indicazioni
riportate allallegato 3.
Il monitoraggio si articola temporalmente in due fasi:
La prima di caratterizzazione sommaria,
propedeutica alla sotto fase successiva e utile ad una conoscenza dello stato chimico
delle acque sotterranee, è finalizzata ad una analisi di inquadramento generale
attraverso la ricerca di un gruppo ridotto di parametri chimici, fisici e microbiologici;
ciò che consenta tra laltro lindividuazione delle aree critiche, di quelle
potenzialmente soggette a crisi e di quelle naturalmente protette, secondo le indicazioni
riportate allallegato 3.
Se si dispone di serie storiche continuative di dati, purché non antecedenti il
1996, queste possono essere utilizzate in sostituzione o ad integrazione delle analisi
previste nella fase iniziale del monitoraggio.
Per la successiva sotto fase, sulla base dei risultati della caratterizzazione
sommaria, nonché delle conoscenze acquisite durante tale fase sulla situazione
idrogeologica e di antropizzazione del territorio, lAutorità competente
individuerà i punti dacqua ritenuti significativi per la classificazione
preliminare o comunque su quelli di interesse locale va eseguito il monitoraggio per la
caratterizzazione dellacquifero; oltre alle misure quantitative (livello, portata),
vanno eseguite le analisi dei "parametri di base" riportati nella Tabella 18.
Il monitoraggio nella fase a regime ha come
scopo lanalisi del comportamento e delle modificazioni nel tempo dei sistemi
acquiferi. Sulla base dei risultati della fase conoscitiva e delle conoscenze accumulate
dovrà essere individua una rete di punti dacqua significativi e rappresentativi
delle condizioni idrogeologiche, antropiche, di inquinamento in atto, delle azioni di
risanamento intraprese su cui compiere un sistematico e periodico monitoraggio chimico e
quantitativo secondo i criteri indicati al punto 4.2.
Il monitoraggio quantitativo va eseguito, per le acque utilizzate, dal
concessionario o dal gestore, che deve rendere disponibili i dati su opportuno supporto
magnetico per lautorità preposta al controllo.
4.2 Indicatori di qualità ed analisi da effettuare
4.2.1.1 Misure quantitative
Il monitoraggio quantitativo ha come finalità e
quella di acquisire le informazioni relative ai vari acquiferi, necessarie per la
definizione del bilancio idrico di un bacino. Inoltre dovrà permettere di caratterizzare
i singoli acquiferi in termini di potenzialità, produttività e grado di sfruttamento.
Questo tipo di rilevamento è basato sulla determinazione dei seguenti parametri
fondamentali:
livello piezometrico; portate delle sorgenti o emergenze naturali delle acque sotterranee.
A discrezione delle autorità competenti
potranno essere monitorati altri parametri specifici, scelti in funzione della
specificità dei singoli acquiferi e delle attività presenti sul territorio come ad
esempio i movimenti verticali del livello del suolo.
I dati desunti dalle attività di monitoraggio dovranno essere opportunamente
elaborati dalle regioni al fine di definire e parametrizzare i seguenti indicatori
generali, da utilizzare per la classificazione:
morfologia della superficie piezometrica; escursioni piezometriche; variazioni delle direzioni di flusso; entità dei prelievi; variazioni delle portate delle sorgenti o emergenze naturali delle acque sotterranee; variazioni dello stato chimico indotto dai prelievi; movimenti verticali del livello del suolo connesse allestrazione di acqua dal sottosuolo
4.2.1.2 Misure chimiche
La fase iniziale del monitoraggio dura 24 mesi
ed ha la finalità di caratterizzare lacquifero. Il rilevamento della qualità del
corpo idrico sotterraneo è basato sulla determinazione dei "parametri di base"
riportati nella Tabella 19. I parametri di tabella evidenziati con il simbolo (o) saranno
utilizzati per la classificazione in base a quanto indicato in Tabella
20.
Le autorità competenti devono analizzare i parametri addizionali relativi a
inquinanti specifici, individuati in funzione delluso del suolo, delle attività
presenti sul territorio, in considerazione della vulnerabilità della risorsa e della
tutela degli ecosistemi connessi oppure di particolari caratteristiche ambientali. Un
lista di tali inquinanti con lindicazione dei relativi valori di soglia è riportata
nella tabella 21.
Tabella 19 - Parametri di base (con (o) sono indicati i parametri macrodescrittori utilizzati per la classificazione).
Temperatura (°C) |
Potassio (mg/L) |
Durezza totale (mg/L CaCO3) |
Sodio (mg/L) |
Conducibilità elettrica (m S/cm (20°C)) (o) |
Solfati (mg/L) come SO4 (o) |
Bicarbonati (mg/L) |
Ione ammonio (mg/L) come NH4 (o) |
Calcio (mg/L) |
Ferro (mg/L) (o) |
Cloruri (mg/L) (o) |
Manganese (mg/L) (o) |
Magnesio (mg/L) |
Nitrati (mg/L) come NO3 (o) |
Nella fase a regime sulla rete di monitoraggio
individuata in base ai risultati della fase conoscitiva iniziale vanno proseguite le
misure sui parametri di base precedentemente utilizzati al punto 4.2.1.2. Si ritiene
necessario considerare un periodo iniziale di riferimento di almeno cinque anni per poter
definire le tendenze evolutive del corpo idrico.
Per le misure chimiche vanno inoltre monitorati tutti quei parametri relativi ad
inquinanti inorganici o organici individuati dallautorità preposta al controllo, in
ragione delle condizioni dellacquifero e della sua vulnerabilità, delluso del
suolo e delle attività antropiche caratteristiche del territorio.
Per quanto riguarda gli aspetti quantitativi, su
un numero ridotto di punti significativi appartenenti alle reti di monitoraggio
individuate, le misure dovranno essere eseguite con cadenza mensile e sui pozzi, sui
piezometri. Le misure sulle sorgenti dovranno essere anche più ravvicinate in ragione dei
tempi di esaurimento della sorgente stessa.
Per quanto riguarda le analisi chimiche dovranno essere eseguite, sia nella fase
iniziale che per quella a regime, con cadenza semestrale in corrispondenza dei periodi di
massimo e minimo deflusso delle acque sotterranee.
Lo stato ambientale delle acque delle acque sotterranee è definito in base allo stato quantitativo e a quello chimico.
I parametri e i relativi valori numerici di
riferimento per la classificazione quantitativa dei corpi idrici sotterranei, sono
definiti dalle regioni utilizzando gli indicatori generali elaborati sulla base del
monitoraggio secondo i criteri che verranno indicati dallANPA, in base alle
caratteristiche dellacquifero (tipologia, permeabilità, coefficienti di
immagazinamento) e del relativo sfruttamento (tendenza piezometrica o delle portate,
prelievi per vari usi).
Un corpo idrico sotterraneo è in condizioni di equilibrio quando le estrazioni o
le alterazioni della velocità naturale di ravvenamento sono sostenibili per lungo periodo
(almeno 10 anni): sulla base delle alterazioni misurate o previste di tale equilibrio
viene definito lo stato quantitativo.
Lo stato quantitativo dei corpi idrici sotterranei è definito da quattro classi
così caratterizzate:
Classe A |
Limpatto
antropico è nullo o trascurabile con condizioni di equilibrio idrogeologico. |
Classe B |
Limpatto
antropico è ridotto, vi sono moderate condizioni di disequilibrio del bilancio idrico,
senza |
Classe C |
Impatto
antropico significativo con notevole incidenza delluso sulla |
Classe D |
Impatto
antropico nullo o trascurabile, ma con presenza di complessi idrogeologici |
(1) nella valutazione quantitativa bisogna tener conto anche degli eventuali surplus incompatibili con la presenza di importanti strutture sotterranee preesistenti.
Le classi chimiche dei corpi idrici sotterranei sono definite secondo il seguente schema:
Classe 1 |
Impatto antropico nullo o trascurabile con pregiate caratteristiche idrochimiche; |
Classe 2 |
Impatto antropico ridotto e sostenibile sul lungo periodo e con buone caratteristiche idrochimiche |
Classe 3 |
Impatto antropico significativo e con caratteristiche idrochimiche generalmente buone, ma con alcuni segnali di compromissione; |
Classe 4 |
Impatto antropico rilevante con caratteristiche idrochimiche scadenti; |
Classe 0 (*) |
Impatto antropico nullo o trascurabile ma con particolari facies idrochimiche naturali in concentrazioni al di sopra del valore della classe 3. |
Ai fini della classificazione chimica si utilizzerà il valore medio, rilevato per ogni parametro di base o addizionale nel periodo di riferimento. Le diverse classi qualitative vengono attribuite secondo lo schema di tabella 20, tenendo anche conto dei parametri e dei valori riportati alla tabella 21. La classificazione è determinata dal valore di concentrazione peggiore riscontrato nelle analisi dei diversi parametri di base o dei parametri addizionali.
Tabella 20 - Classificazione chimica in base ai parametri di base (1)
Unità di misura |
Classe 1 |
Classe 2 |
Classe 3 |
Classe 4 |
Classe 0 (*) |
|
Conducibilità elettrica |
m S/cm(20°C) |
<= 400 |
<= 2500 |
<= 2500 |
> 2500 |
> 2500 |
Cloruri |
mg/L |
<= 25 |
<= 250 |
<= 250 |
> 250 |
> 250 |
Manganese |
m g/L |
<= 20 |
<= 50 |
<= 50 |
> 50 |
> 50 |
Ferro |
m g/L |
< 50 |
< 200 |
<= 200 |
> 200 |
> 200 |
Nitrati |
mg/L di NO3 |
<= 5 |
<= 25 |
<= 50 |
> 50 |
|
Solfati |
mg/L di SO4 |
<= 25 |
<= 250 |
<= 250 |
> 250 |
> 250 |
Ione ammonio |
mg/L di NH4 |
<= 0,05 |
<= 0,5 |
<= 0,5 |
> 0,5 |
> 0,5 |
Tabella 21 - Parametri addizionali
Inquinanti inorganici |
mg/L |
Inquinanti organici |
mg/L |
Alluminio |
<= 200 |
Composti alifatici alogenati totali |
10 |
Antimonio |
<= 5 |
di cui: |
|
Argento |
<= 10 |
- 1,2-dicloroetano |
3 |
Arsenico |
<= 10 |
Pesticidi totali (1) |
0,5 |
Bario |
<= 2000 |
di cui: |
|
Berillio |
<= 4 |
- aldrin |
0,03 |
Boro |
<= 1000 |
- dieldrin |
0,03 |
Cadmio |
<= 5 |
- eptacloro |
0,03 |
Cianuri |
<= 50 |
- eptacloro epossido |
0,03 |
Cromo tot. |
<= 50 |
Altri pesticidi individuali |
0,1 |
Cromo VI |
<= 5 |
Acrilamide |
0,1 |
Ferro |
<= 200 |
Benzene |
1 |
Fluoruri |
<= 1500 |
Cloruro di vinile |
0,5 |
Mercurio |
<= 1 |
IPA totali (2) |
0,1 |
Nichel |
<= 20 |
Benzo(a)pirene |
0,01 |
Nitriti |
<= 500 |
||
Piombo |
<= 10 |
||
Rame |
<= 1000 |
||
Selenio |
<= 10 |
||
Zinco |
<= 3000 |
(1) in questo parametro sono
compresi tutti i composti organici usati come biocidi ( erbici, insetticidi, fungicidi,
acaricidi, alghicidi, nematocidi ecc.);
(2) si intendono in questa classe i seguenti composti specifici: benzo(b)fluorantene,
benzo(k)fluorantene, benzo(ghi)perilene, indeno(1,2,3-cd)pirene.
Se la presenza di inquinanti inorganici in
concentrazioni superiori a quelle di tabella 21 è di origine
naturale verrà attribuita la classe 0 per la quale, di norma, non vengono previsti
interventi di risanamento.
La presenza di inquinanti organici o inorganici con concentrazioni superiori a
quelli del valore riportato nella tabella 21 determina la
classificazione in classe 4.
Se gli inquinanti di tabella 21 non sono presenti o vengono
rilevate concentrazione al di sotto della soglia di rilevabilità indicata dai metodi
analitici il corpo idrico è classificato a seconda dei risultati relativi ai parametri di
tabella 20.
Tranne nel caso della presenza naturale di sostanze inorganiche, il ritrovamento di
questi inquinati in concentrazioni significative vicine alla soglia indicata è comunque
un segnale negativo di rischio per gli acquiferi interessati. Nei piani di tutela, devono
quindi essere comunque adottate misure atte a prevenire un ulteriore peggioramento e a
rimuovere le cause di rischio. Devono inoltre essere considerati gli effetti della
eventuale interconessione delle acque sotterrane con corpi idrici superficiali di
particolare pregio il cui obiettivo ambientale, a causa della persistenza e dei processi
di bioaccumulo di alcuni inquinanti, prevede per questi valori di concentrazione più
cautelativi.
4.4.3 Stato ambientale delle acque sotterranee
In base alle conoscenze prodotte attraverso le
attività di cui al punto 1 e per confronto con le classi di qualità della risorsa
definite con le tabelle 20 e 21, verranno
quindi classificati i singoli corpi idrici sotterranei in base al loro stato ambientale
.La sovrapposizione delle classi chimiche (classi 1, 2, 3, 4, 0) e quantitative
(classi A, B, C, D) definisce lo stato ambientale del corpo idrico sotterraneo così come
indicato nella tabella 22 e permette di classificare i corpi idrici sotterranei.
Tabella 22 - Stato ambientale (quali-quantitativo) dei corpi idrici sotterranei.
Stato elevato |
Stato buono |
Stato sufficiente |
Stato scadente |
Stato particolare |
1 A |
1 - B |
3 A |
1 C |
0 A |
2 - A |
3 B |
2 C |
0 B |
|
2 - B |
3 C |
0 C |
||
4 C |
0 D |
|||
4 A |
1 D |
|||
4 B |
2 D |
|||
3 D |
||||
4 D |
In assenza di serie storiche significative di
dati dal punto di vista quantitativo in una prima fase la classificazione sarà basata
sullo stato chimico delle risorse, ipotizzando, per la parte quantitativa, una classe C.
Qualora i corpi acquiferi individuati presentino al loro interno differenti
condizioni dello stato si può procedere ad un ulteriore suddivisione che individui
porzioni omogenee o aree discrete a differente stato di qualità sempre sulla base di
quanto indicato in Tabella 22.
La Regione, procede alla classificazione cartografica ed alla zonazione dei singoli
corpi idrici sotterranei in base al rispettivo "stato". Sempre in base alla
suddetta classificazione verranno pianificate le eventuali azioni di risanamento da
adottare. Per quanto riguarda gli acquiferi che hanno uno stato naturale particolare pur
non dovendo prevedere specifiche azioni di risanamento, deve comunque essere evitato un
peggioramento dello stato chimico o un ulteriore impoverimento quantitativo.
Tale classificazione ha carattere temporaneo dovrà essere progressivamente e
periodicamente riaggiornata in base al raggiungimento degli obiettivi verificato tramite
le attività di monitoraggio previste al punto 4.1.
ALLEGATO 2:
CRITERI PER LA CLASSIFICAZIONE DEI CORPI IDRICI A SPECIFICA DESTINAZIONE
SEZIONE A:
Criteri generali e metodologie per il rilevamento delle caratteristiche qualitative e per
la classificazione delle acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile.
I seguenti criteri si applicano alle acque dolci superficiali utilizzate o destinate ad essere utilizzate per la produzione di acqua potabile dopo i trattamenti appropriati.
1) Calcolo della conformità e classificazione
Per la classificazione delle acque in una delle categorie A1, A2, A3, di cui alla tabella 1/A, i valori specificati per ciascuna categoria devono essere conformi nel 95% dei campioni ai valori limite specificati nelle colonne I e nel 90% ai valori limite specificati nelle colonne G, quando non sia indicato il corrispondente valore nella colonna I. Per il rimanente 5% o il 10% dei campioni che, secondo i casi, non sono conformi, i parametri non devono discostarsi in misura superiore al 50% dal valore dei parametri in questione, esclusi la temperatura, il pH, l'ossigeno disciolto ed i parametri microbiologici.
2) Campionamento
2.1) Ubicazione delle stazioni di prelievo
Per tutti i laghi naturali ed artificiali e per tutti i corsi
dacqua naturali ed artificiali utilizzati o destinati ad essere utilizzati per
lapprovvigionamento idrico potabile - fermo restando quanto previsto
nellallegato 1 - quanto previsto nellallegato 1. Le stazioni di prelievo
dovranno essere ubicate in prossimità delle opere di presa esistenti o previste in modo
che i campioni rilevati siano rappresentativi della qualità delle acque da utilizzare
Ulteriori stazioni di prelievo dovranno essere individuate in punti significativi del
corpo idrico quando ciò sia richiesto da particolari condizioni locali, tenuto
soprattutto conto di possibili fattori di rischio dinquinamento. I prelievi
effettuati in tali stazioni avranno la sola finalità di approfondire la conoscenza della
qualità del corpo idrico, per gli opportuni interventi.
2.2) Frequenza minima dei campionamenti e delle analisi di ogni parametro.
| GRUPPO DI PARAMETRI (°) | |||
| I | II | III | |
| Frequenza minima annua dei
campionamenti e delle analisi per i corpi idrici da classificare |
12 | 12 | 12 |
| GRUPPO DI PARAMETRI (°) | |||
| I (*) | II | III | |
| Frequenza minima annua dei
campionamenti e delle analisi per i corpi idrici già classificati |
8 | 8 | 8 |
PARAMETRI I GRUPPO
pH, colore, materiali totali in sospensione, temperatura, conduttività, odore, nitrati,
cloruri, fosfati, COD, DO (ossigeno disciolto), BOD5, ammoniaca.
PARAMETRI II GRUPPO
ferro disciolto, manganese, rame, zinco, solfati, tensioattivi, fenoli, azoto Kjeldhal,
coliformi totali e coliformi fecali.
PARAMETRI III GRUPPO
fluoruri, boro, arsenico, cadmio, cromo totale, piombo, selenio, mercurio, bario, cianuro,
idrocarburi disciolti o emulsionati, idrocarburi policiclici aromatici, antiparassitari
totali, sostanze estraibili con cloroformio, streptococchi fecali e salmonelle.
3) Modalità di prelievo, di conservazione e di trasporto dei campioni
I campioni dovranno essere prelevati, conservati
e trasportati in modo da evitare alterazioni che possono influenzare significativamente i
risultati delle analisi.
a) Per il prelievo, la conservazione ed il trasporto dei campioni per analisi dei
parametri di cui alla tabella 2/A, vale quanto prescritto, per i singoli parametri, alla
colonna G.
b) Per il prelievo, la conservazione ed il trasporto dei campioni per analisi dei
parametri di cui alla tabella 3/A, vale quanto segue:
i prelievi saranno effettuati in contenitori sterili;
qualora si abbia motivo di ritenere che lacqua in esame contenga cloro residuo, le bottiglie dovranno contenere una soluzione al 10% di sodio tiosolfato, nella quantità di mL 0,1 per ogni 100 mL di capacità della bottiglia, aggiunto prima della sterilizzazione;
le bottiglie di prelievo dovranno avere una capacità idonea a prelevare lacqua necessaria allesecuzione delle analisi microbiologiche;
i campioni prelevati, secondo le usuali cautele di asepsi, dovranno essere trasportati in idonei contenitori frigoriferi (4-10°C) al riparo della luce e dovranno, nel più breve tempo possibile, e comunque entro e non oltre le 24 ore dal prelievo, essere sottoposti ad esame.
Tabella 1/A: Caratteristiche di qualità per acque superficiali destinate alla produzione di acqua potabile
(omissis)
Tab. 2/A : metodi di misura per la determinazione dei valori dei parametri chimici e chimico fisici di cui alla tab. 1/A
(omissis)
Tab. 3/A: Metodi di misura per la determinazione dei valori dei parametri microbiologici di cui alla tab. 1/A
(omissis)
SEZIONE B:
Criteri generali e metodologie per il rilevamento delle caratteristiche
qualitative, per la classificazione ed il calcolo della conformità delle acque dolci
superficiali idonee alla vita dei pesci salmonicoli e ciprinicoli.
(omissis)
SEZIONE C:(omissis)
ALLEGATO 3:
RILEVAMENTO DELLE CARATTERISTICHE DEI BACINI IDROGRAFICI E ANALISI DELL'IMPATTO
ESERCITATO DALL'ATTIVITA' ANTROPICA
gli aspetti geografici: estensione geografica ed estensione altitudinale, latitudinale e longitudinale; le condizioni geologiche: informazioni sulla tipologia dei substrati, almeno in relazione al contenuto calcareo, siliceo ed organico; le condizioni idrologiche: bilanci idrici, compresi i volumi, i regimi di flusso nonché i trasferimenti e le deviazioni idriche e le relative fluttuazioni stagionali e, se del caso, la salinità; le condizioni climatiche: tipo di precipitazioni e, ove possibile, evaporazione ed evapotraspirazione;
Tali informazioni sono integrate con gli aspetti relativi a:
caratteristiche socioeconomiche utilizzo del suolo, industrializzazione dellarea, ecc. individuazione e tipizzazione di aree naturali protette. eventuale caratterizzazione faunistica e vegetazionale dellarea del bacino idrografico;
1.2 Archivio anagrafico dei corpi idrici Per ciascun corpo idrico (nel caso di corsi dacqua solo quelli con bacino superiore a 10 km2), anche se non significativo ai sensi dellallegato 1, dovrà essere predisposta una scheda informatizzata che contenga:i dati derivati dalle attività di cui al punto 1.1. le informazioni relative allimpatto esercitato dalle attività antropiche sullo stato delle acque superficiali allinterno di ciascun bacino idrografico. Tale esame dovrà riguardare in particolare i seguenti aspetti:
stima dellinquinamento da fonte puntuale da effettuare in primo luogo sulla base del catasto degli scarichi, se questo è aggiornato almeno al 1996. In mancanza di tali dati (o in presenza solo di informazioni anteriori al 1996) si dovranno utilizzare stime fatte sulla base di altre informazioni e di indici di tipo statistico (esempio: dati camere di commercio relativi agli insediamenti, agli addetti per codice NACE e indici di emissione per codice NACE ); stima dellinquinamento da fonte diffusa; dati sulla lestrazione delle acque (nel caso di acque dolci) e sui relativi usi (in mancanza di misure saranno usate stime effettuate in base a parametri statistici); analisi delle altre incidenze antropiche sullo stato delle acque.
per i corpi idrici individuati come significativi ai sensi dellallegato1 devono essere riportati i dati derivanti dalle azioni di monitoraggio e classificazione di cui allallegato stesso.
definire lo stato attuale delle conoscenze relative agli aspetti quantitativi e qualitativi delle acque sotterranee; costituire una banca dati informatizzata dei dati idrogeologici e idrochimici; localizzare i punti dacqua sotterranea potenzialmente disponibili per le misure; ricostruire il modello idrogeologico, con particolare riferimento ai rapporti di eventuale intercomunicazione tra i diversi acquiferi e tra le acque superficiali e le acque sotterranee.
Le informazioni da raccogliere devono essere relative ai seguenti elementi:
studi precedentemente condotti (idrogeologici, geotecnici, geofisici, geomorfologici, ecc) con relativi eventuali elaborati cartografici (carte geologiche, sezioni idrogeologiche, piezometrie, carte idrochimiche, ecc); dati relativi ai pozzi e piezometri, quali: ubicazione, stratigrafie, utilizzatore (pubblico o privato), stato di attività (attivo, in disuso, cementato); dati relativi alle sorgenti quali: ubicazione, portata, utilizzatore (pubblico o privato), stato di attività (attiva, in disuso, ecc.); dati relativi ai valori piezometrici; dati relativi al regime delle portate delle sorgenti; dati esistenti riguardanti accertamenti analitici sulla qualità delle acque relative a sorgenti, pozzi e piezometri esistenti; reticoli di monitoraggio esistenti delle acque sotterranee.
Devono essere inoltre considerati tutti quegli
elementi addizionali suggeriti dalle condizioni locali di insediamento antropico o da
particolari situazioni geologiche e geochimiche, nonché della vulnerabilità e rischio
della risorsa. Dovranno inoltre essere valutate, se esistenti, le indagini relative alle
biocenosi degli ambienti sotterranei.
Le azioni conoscitive devono essere accompagnate da tutte quelle iniziative necessarie ad
acquisire tutte le informazioni e le documentazioni in materia presenti presso gli enti
che ne dispongono, i quali ne dovranno garantire laccesso.
Sulla base delle informazione raccolte, delle conoscenze a scala generale e degli studi
precedenti, verrà ricostruita la geometria del principali corpi acquiferi presenti
evidenziando la reciproca eventuale intercomunicazione compresa quella con le acque
superficiali, la parametrizzazione (laddove disponibile) e le caratteristiche
idrochimiche, e dove presenti, quelle biologiche.
La caratterizzazione degli acquiferi sarà revisionata sulla base dei risultati della
gestione della rete di monitoraggio effettuato in base alle indicazioni riportate
allallegato 1.
La ricostruzione idrogeologica preliminare dovrà quindi permettere la formulazione di un
primo modello concettuale, intendendo con questo termine una schematizzazione
idrogeologica semplificata del sottosuolo e una prima parametrizzazione degli acquiferi.
In pratica devono essere qui riassunte le proprietà geologiche, le caratteristiche
idrogeologiche del sistema, con particolare riferimento ai meccanismi di ricarica degli
acquiferi ed ai rapporti tra le falde, i rapporti esistenti tra acque superficiali e acque
sotterranee, nonché alle caratteristiche qualitative delle acque sotterranee.
I dati così raccolti dovranno avere un dettaglio rappresentabile significativamente
almeno alla scala 1:100.000.
2.2 Archivio anagrafico dei punti dacqua
Deve essere istituito un catasto anagrafico debitamente codificato al fine di disporre di un data-base aggiornato dei punti dacqua esistenti (pozzi, piezometri, sorgenti e altre emergenze della falda come fontanili, ecc.) e dei nuovi punti realizzati. A ciascun punto dacqua dovrà essere assegnato un numero di codice univoco stabilito in base alle modalità di codifica fornite dallANPA.le caratteristiche chimico fisiche dei singoli complessi idrogeologici e del loro grado di sfruttamento, utilizzando i dati a vario titolo in possesso dei vari Enti (analisi chimiche effettuate dai laboratori pubblici, autodenunce del sollevato etc.) nonché stime delle direzioni e delle velocità di scambio dellacqua fra il corpo idrico sotterraneo ed i sistemi superficiali connessi. limpatto esercitato dalle attività umane sullo stato delle acque sotterranee allinterno di ciascun complesso idrogeologico.
Tale esame dovrà riguardare i seguenti aspetti:
stima dellinquinamento da fonte puntuale (così come indicato al punto relativo alle acque superficiali); stima dellinquinamento da fonte diffusa; dati derivanti dalle misure relative allestrazione delle acque; stima del ravvenamento artificiale; analisi delle altre incidenze antropiche sullo stato delle acque.
3 Modalità di elaborazione, gestione e diffusione dei dati Le Regioni organizzeranno un proprio Centro di Documentazione che curerà laccatastamento dei dati e la relativa elaborazione, gestione e diffusione.ALLEGATO 4:
CONTENUTI DEI PIANI DI TUTELA DELLA ACQUE
Parte A.
I Piani di tutela delle acque devono contenere:
1. Descrizione generale delle caratteristiche del bacino idrografico ai sensi dellarticolo 42 e dellallegato 3. Tale descrizione include:
1.1 Per le acque superficiali:
rappresentazione cartografica dellubicazione e del perimetro dei corpi idrici con indicazione degli ecotipi presenti allinterno del bacino idrografico e dei corpi idrici di riferimento così come indicato all
allegato 1.1.2 Per le acque sotterranee:
rappresentazione cartografica della geometria e delle caratteristiche litostratografiche e idrogeologiche delle singole zone;
suddivisione del territorio in zone acquifere omogenee;2. Sintesi delle pressioni e degli impatti significativi esercitati dallattività antropica sullo stato delle acque superficiali e sotterranee. Vanno presi in considerazione:
stima dellinquinamento in termini di carico ( sia in tonnellate / anno che in tonnellate / mese) da fonte puntuale (sulla base del catasto degli scarichi) stima dellimpatto da fonte diffusa, in termine di carico, con sintesi delle utilizzazioni del suolo;
stima delle pressioni sullo stato quantitativo delle acque, derivanti dalle concessioni e dalle estrazioni esistenti; analisi di altri impatti derivanti dallattività umana sullo stato delle acque;3. Elenco e rappresentazione cartografica delle aree indicate al Titolo III, capo I, in particolare per quanto riguarda le aree sensibili e le zone vulnerabili così come risultano dalla eventuale reidentificazione fatta dalle regioni;
4. Mappa delle reti di monitoraggio istituite ai sensi dellarticolo 43 e dellallegato 1, ed una rappresentazione in formato cartografico dei risultati dei programmi di monitoraggio effettuati in conformità a tali disposizioni per lo stato delle:
4.1 acque superficiali (stato ecologico e chimico);
4.2 acque sotterranee (stato chimico e quantitativo);
4.3 aree a specifica tutela;
5. Elenco degli obiettivi di qualità definiti a norma dellarticolo 4 per le acque superficiali, le acque sotterranee, includendo in particolare lidentificazione dei casi dove si é ricorso alle disposizioni dellarticolo 5, commi 4 e 5 e le associate informazioni richieste in conformità al suddetto articolo;
6 Sintesi del programma o programmi di misure adottati che deve contenere:
6.1 programmi di misure per il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale dei corpi idrici di cui allarticolo 5;
6. 2 specifici programmi di tutela e miglioramento previsti ai fini del raggiungimento dei singoli obiettivi di qualità per le acque a specifica destinazione di cui al titolo II capo II;
6. 3 misure adottate ai sensi del Titolo III capo I;
6. 4 misure adottate ai sensi del titolo III capo II, in particolare :
sintesi della pianificazione del bilancio idrico di cui allarticolo 22; misure di risparmio e riutilizzo di cui agli articoli 25 e 26;
6. 5 misure adottate ai sensi titolo III del capo III, in particolare:
disciplina degli scarichi;definizione delle misure per la riduzione dellinquinamento degli scarichi da fonte puntuale; specificazione dei casi particolari in cui sono stati autorizzati scarichi ai sensi dellarticolo 30;
6. 6 informazioni su misure supplementari ritenute necessarie al fine di soddisfare gli obiettivi ambientali definiti;
6. 7 informazioni delle misure intraprese al fine di evitare laumento dellinquinamento delle acque marine in conformità alle convenzioni internazionali;
6. 8 relazione sulle iniziative e misure pratiche adottate per lapplicazione del principio del recupero dei costi dei servizi idrici ai sensi della legge 5 gennaio 1994 n. 36 e sintesi dei piani finanziari predisposti ai sensi dellarticolo 11 della stessa legge;
7.1 Sintesi dei risultati dellanalisi economica, delle misure definite per la tutela dei corpi idrici e per il perseguimento degli obiettivi di qualità, anche allo scopo di una valutazione del rapporto costi benefici delle misure previste e delle azioni relative allestrazione e distribuzione delle acque dolci, della raccolta e depurazione e riutilizzo delle acque reflue.
7. 2 Sintesi dellanalisi integrata dei diversi fattori che concorrono a determinare la stato di qualità ambientale dei corpi idrici, al fine di coordinare le misure di cui al punto 6.3 e 6.4 per assicurare il miglior rapporto costi benefici delle diverse misure; in particolare vanno presi in considerazione quelli riguardanti la situazione quantitativa del corpo idrico in relazione alle concessioni in atto e la situazione qualitativa in relazione al carico inquinante che viene immesso nel corpo idrico.
8. relazione sugli eventuali ulteriori programmi o piani più dettagliati adottati per determinati sottobacini.
Parte B.
Il primo aggiornamento del Piano di tutela delle acque tutti i successivi aggiornamenti dovranno inoltre includere:
1. sintesi di eventuali modifiche o aggiornamenti della precedente versione del Piano di tutela delle acque, incluso una sintesi delle revisioni da effettuare ai sensi dellarticolo 5 comma 7, e degli articoli 18 e 19;
2. valutazione dei progressi effettuati verso il raggiungimento degli obiettivi ambientali, con la rappresentazione cartografica dei risultati del monitoraggio per il periodo relativo al piano precedente, nonché la motivazione per il mancato raggiungimento degli obiettivi ambientali;
3. sintesi e illustrazione delle misure previste nella precedente versione del Piano di gestione dei bacini idrografici non realizzate;
4. sintesi di eventuali misure supplementari adottate successivamente alla data di pubblicazione della precedente versione del Piano di tutela del bacino idrografico.
ALLEGATO 5:
LIMITI DI EMISSIONE DEGLI SCARICHI IDRICI
1 - Scarichi in corpi d'acqua superficiali
1.1 - Acque reflue urbane
Gli scarichi provenienti da impianti di trattamento delle
acque reflue urbane di cui allarticolo 31, comma 3,
se già esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto devono conformarsi,
secondo le cadenze temporali indicate al medesimo articolo, alle norme di emissione
riportate nella tabella 1 e, nel caso di recapito in aree
sensibili, anche alla tabella 2. Gli scarichi provenienti da
impianti di trattamento delle acque reflue urbane non ancora esistenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto devono essere conformi alle medesime disposizioni
dalla loro entrata in esercizio.
Devono inoltre essere rispettati, nel caso di fognature miste
che raccolgono scarichi di insediamenti industriali, i limiti di tabella
3 ovvero quelli stabiliti dalle regioni ai sensi dellarticolo
28 comma 2.
Deve essere rispettato o il limite di concentrazione o la
percentuale di riduzione, intesa in rapporto con il carico affluente allimpianto;
lopzione relativa alla percentuale di riduzione deve garantire la protezione del
corpo idrico e il raggiungimento dellobiettivo di qualità 2.
I valori limite della tabella 1 non si applicano agli
scarichi di acque reflue urbane di cui allarticolo 31,
comma 2. Tali scarichi devono essere sottoposti ad un trattamento appropriato che
garantisca la conformità dei corpi idrici recettori ai relativi obiettivi di qualità o
la tutela delle acque sotterranee nel caso di scarico nel suolo; eventuali limiti a tali
scarichi sono definiti dalle regioni.
Per gli scarichi recapitanti in aree sensibili, così come individuate allarticolo 18, deve essere previsto un trattamento più spinto che raggiunga, per i parametri azoto totale e fosforo totale, le concentrazioni o le percentuali di riduzione del carico inquinante indicate nella tabella 2. Tali limiti vanno raggiunti per uno od entrambi i parametri a seconda della la situazione locale.
Tabella 1 - Limiti di emissione per gli impianti di acque reflue urbane.
| Potenzialità impianto in A.E. (abitanti equivalenti) | 2.000 10.000 | >10.000 | ||
| Parametri (media giornaliera) (1) | Concentrazione | % di riduzione | Concentrazione | % di riduzione |
| BOD5 (senza nitrificazione) mg/L (2) | 25 | 70-90 (5) | 25 | 80 |
| COD mg/L (3) | 125 | 75 | 125 | 75 |
| Solidi Sospesi mg/L (4) | 35 (5) | 90 (5) | 35 | 90 |
1. Le analisi sugli scarichi provenienti da lagunaggio o fitodepurazione devono essere effettuati su campioni filtrati, la concentrazione di solidi sospesi non deve superare i 150 mg/L.
2. La misurazione deve essere fatta su campione omogeneizzato non filtrato, non decantato. Si esegue la determinazione dellossigeno disciolto anteriormente e posteriormente ad un periodo di incubazione di 5 giorni a 20°C * ± 1°C, in completa oscurità, con aggiunta di inibitori di nitrificazione.
3. La misurazione deve essere fatta su campione omogeneizzato non filtrato, non decantato con bicromato di potassio.
4. La misurazione deve essere fatta mediante filtrazione di un campione rappresentativo attraverso membrana filtante con porosità di 0,45 m ed essicazione a 105°C con conseguente calcolo del peso, oppure mediante centrifugazione per almeno 5 minuti (accelerazione media di 2800-3200 g), essiccazione a 105°C e calcolo del peso.
5. Ai sensi dellarticolo 31 comma 6, la percentuale di riduzione del BOD